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Cause e rimedi contro la sindrome da affaticamento

malattia riconosciuta dall'OMS

sindrome da affaticamento Integratori Vegepa

La Sindrome da Affaticamento Cronico o Sindrome fibromialgica -

Myalgic encephalomyelitis (chronic fatigue syndrome) o Encefalomielite Mialgica (ME) o

Sindrome da Fatica Cronica / da affaticamento cronico è una malattia riconosciuta dall' OMS.

È stata riscontrata in tutto il mondo comprese l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda, Canada, l’Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.

Si presenta più comunemente in giovani e donne tra i 35 e 40 anni, è quasi assente negli anziani oltre i 65 anni e rara nell'età infantile.


I sintomi correlati


E’ un disturbo caratterizzato dalla fatica cronica persistente e invalidante per almeno 6 mesi, associata ad altri sintomi piuttosto eterogenei fra loro correlati quali faringite, febbre, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, dolori muscolari e articolari, cefalee, sonno non ristoratore, debolezza a seguito di esercizio fisico. Sono riscontrati sovente anche problemi della concentrazione e della memoria. La malattia può persino portare alla depressione.


Diagnosi


La sindrome da stanchezza cronica è difficile da diagnosticare e normalmente avviene per esclusione. La diagnosi differenziale viene effettuata soprattutto con timori maligni, malattie renali ed epatiche, malattie autoimmuni, difetto ormonali e depressione. Una volta escluse queste patologie si diagnostica la CFS se sono presenti almeno 4 dei sintomi correlati per almeno 6 mesi.
Col progredire della sindrome la spossatezza può diventare grave, la sensazione di essere “svuotati di energie” e lo sfinimento severo diventano persistenti, molti sintomi si acuiscono ed altri se ne aggiungono quali: nausea, disturbi del ritmo cardiaco, mancanza di fiato sotto sforzo, squilibri pressori, sensazione di "testa vuota", vertigini, difficoltà e fatica nel parlare, pallore estremo, nuove allergie a cibi, medicinali o sostanze chimiche, colon irritabile, disturbi del metabolismo, variazioni di peso marcate, aumento della frequenza della minzione, disfunzioni della vescica, fotofobia, ipersensibilità ai rumori, ansia, crisi di panico.
Questa patologia è solitamente molto debilitante e si protrae nella maggior parte dei casi per diversi anni; in alcuni soggetti tende a regredire spontaneamente o con la terapia farmacologica mentre per altri il peggioramento è ingravescente ed inarrestabile.


Terapia


La terapia è personalizzata ad ogni singolo individuo, alla sua peculiare storia clinica ed al trattamento dei sintomi maggiormente debilitanti. Spesso è necessario integrare la cura con fitoterapici e molecole biologiche ad azione tonica e disintossicante che esplicano azione diretta di stimolo dei sistemi metabolici rallentati.
Sono previste terapie a base di antidepressivi e farmaci antinfiammatori non steroidei a basso dosaggio. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare il paziente, e l’attività fisica moderata è quasi sempre consigliata.

Nei casi più fortunati la risposta alla terapia permette un ripristino ottimale delle normali funzioni fisiologiche e un recupero duraturo dello stato di salute.

Nel 50% dei casi i pazienti si rimettono entro 5 anni dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia, ma spesso questa sindrome presenta un decorso ciclico, avendo la tendenza a manifestarsi nuovamente.


Cause


L’eziologia della malattia è ancora poco chiara, si presume un’origine multifattoriale e gli studi si orientano in ambito infettivologico, immunologico, neurologico e tossicologico.

Gli agenti virali che erano stati in passato considerati causa della CFS, quali il virus XMRV, sono stati esclusi. (Vedi l'articolo in merito). Le cause della sindrome sono ancora poco chiare e gli studi si orientano in ambito infettivologico, immunologico, neurologico e tossicologico.

Le cause della sindrome sono ancora poco chiare e gli studi si orientano in ambito infettivologico, immunologico, neurologico e tossicologico.

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